L’energia elettrica è una fonte energetica secondaria, in quanto
proviene dalla trasformazione di altre fonti (come gas naturale,
petrolio, combustibili solidi, dette fonti energetiche
primarie), con perdite dovute ai processi di trasformazione e a
trasporto e distribuzione prossime al 60%.
L’utilizzo di energia
elettrica per scaldare l’acqua è dunque poco efficiente, perchè
richiede l’impiego di più del doppio dell’energia rispetto al
caso in cui la produzione di acqua calda sia ottenuta impiegando
direttamente una fonte primaria (come il gas).
Una famiglia di quattro persone consuma mediamente 200 litri di
acqua calda al giorno e se utilizza uno scaldabagno elettrico
spende ogni anno poco meno di 600 euro (40% della bolletta di
energia elettrica).
Sostituendo lo scaldabagno elettrico con uno
a gas, la famiglia sosterrebbe un costo iniziale di 800-1.000
euro, ma la sua spesa annuale per la produzione di acqua calda
si ridurrebbe di circa 300-400 euro.
Il risparmio annuo
consentirebbe di recuperare interamente la spesa iniziale in
circa 3 anni.
Cosa fare?
Se hai uno scaldacqua elettrico valuta con un tecnico di fiducia
se esistono le condizioni per sostituirlo con uno a gas.
Altre iniziative:
- Accendi lo scaldabagno elettrico solo quando serve.
- Concentra l’accensione dello scaldabagno elettrico nelle ore
notturne se disponi di una tariffa oraria; durante la notte
l’energia elettrica costa meno e contribuirai a diminuire i
consumi nelle ore di picco.
- Installa lo scaldabagno vicino al punto di utilizzo per
evitare inutili dispersioni di calore dell’acqua calda
attraverso i tubi.
- Verifica con un tecnico la possibilità/convenienza di
installare un impianto solare termico, che consente di produrre
fino al 70% del fabbisogno di acqua calda. Un impianto adeguato
per una famiglia tipo di 4 persone costa circa 3.000 euro e per
questo intervento la legge finanziaria 2007 prevede una
detrazione d’imposta del 55%, da ripartire in 3 anni.
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