Fabio Rocca
Premio Nuove frontiere degli idrocarburi
Alessandro Ferretti
Premio Nuove frontiere degli idrocarburi
Enrique Iglesia
Premio Nuove frontiere degli idrocarburi
Harry A. Atwater
Premio Energie rinnovabili e non convenzionali
Albert Polman
Premio Energie rinnovabili e non convenzionali
Barbara Sherwood Lollar
Premio Protezione dell'ambiente
Silvia Comba
Premio debutto nella ricerca
Jijeesh Ravi Nair
Premio debutto nella ricerca
Arthur J. Nozik
Dipartimento di Energia di Golden (CO)
Stefan W. Glunz
F.I. for Solar Energy Systems di Freiburg
J. Craig Venter
Istituto di Ricerche Genomiche
Silvia Cereda
Università di Milano-Bicocca
Luca Chiarello
Università di Milano
G. Rispoli, G. Bellussi, N. Panariti
Eni Divisione R&M - Procedimento migliorato per l'idroconversione di Oli Pesanti con sistemi...
P. Ruffo, D. Grigo, R. Galimberti
Eni Divisione E&P - SIMBA + Petroleum System Modelling.
R. Inglese, L. Chiazzi, A. Canalini, F. Montanari
Polimeri Europa - Sviluppo di un processo per la produzione di co-polimeri stirenici via ...
Alan Marshall
National High Magnetic Field Laboratory
Tony Settari
Università di Calgary
Martin Green
New South Wales University di Sidney
Gérard Ferey
Université de Versailles
Alberto Cuoci
Politecnico di Milano
Loredana De Rogatis
Università di Udine
C. Andreoletti
Eni Div. E& - DVA: piattaforma per l'analisi di velocità sismica e l'imaging in profondità...
G. Bellussi, R. Millini, C. Rizzo, D. Colombo
Div. R&M; - Processo di cracking e catalizzatori migliorati per detto processo
R. Pò, A. M. Cardaci, M. Caldararo, G. Schimperna
Direzione Strategie e Sviluppo - Polimeri coniugati a basso gap e procedimento di preparazione ...
Avelino Corma
Instituto De Tecnologia Quimica Upv-Csic (Valencia)
Mark Knackstedt
Australian National University (Canberra)
Angela Belcher
MIT (Boston)
François Morel
Princeton University
Lorenzo Fagiano
Politecnico di Torino
Matteo Mauro
Università di Milano
F. Zausa; L. Besenzoni; C. Molaschi; A. Calderoni
ENBD - Eni Near Balance Drilling
F. Masi, F. Menconi, M. Polesello, G. Conti, P. Mariani, E. Borrione
Nuovi catalizzatori Ziegler-Natta a basso impatto ambientale esenti...
M. G. Dalmazzone; G. De Lorenzo, G. Giunta
Sistema e metodo per la rilevazione continua di impatti su condotte...
Gabor A. Somorjai
University of California, Berkley
Martin Landrø
Norwegian University of Science and Technology (NTNU)
Gregory Stephanopoulos
Massachusetts Institute of Technology (MIT)
Jean-Marie Tarascon
University of Picardie Jules Verne
Simone Gamba
Politecnico di Milano
Fabrizio Frontalini
Università di Urbino
A. Bosetti, D. Bianchi, G. Franzosi,
M. Ricci
Eni Corporate - Produzione di olio combustibile da rifiuti solidi urbani...
E. M. Rebesco, P. Scorletti, F. Alberici, G. Pisaniello, M. Mongardini, G. Rispoli
Eni, Divisione R&M - BluDiesel Tech "formula Milano".
V. Chelini, M. T. Galli
Eni, Divisione E& - TLA-C. Thin Layers Analysis and Characterization.
Fabio Rocca
Professore Emerito di Telecomunicazioni
Alessandro Ferretti
Politecnico di Milano
Enrique Iglesia
Università della California a Berkeley
Harry A. Atwater
California Institute of Technology (Caltech)
Albert Polman
Università di Amsterdam
Barbara Sherwood Lollar
S.I. Laboratory Canada Research Chair
Silvia Comba
Politecnico di Torino
Jijeesh Ravi Nair
Politecnico di Torino
R. Vignola, R. Bagatin, A. D’Auris, M. P. Papini, R. Tuffi, R. Sisto.
Procedimento per il trattamento di acqua contaminata.
A. Carati, M. Gagliardi, M. Ferrari, S. Zanardi, M. Marella, M. Tomaselli.
Eni, Divisione R&M - Ossido misto comprendente NiMoW, costituito da una fase a grado controllato di cristallinità...
N. Carballo, G. Ferrario, T. Frame, M. Kuck, J. Longo, G. Rizza, S. Pilone, E. Squintani.
ni, Divisione E&P - Nikaitchuq: Technology intensive drilling, completion and production solutions.
Rocca e Ferretti hanno creato una metodologia innovativa per la misurazione di movimenti millimetrici del suolo utilizzando radar satellitari. Inizialmente applicata ai moti tettonici e alle frane, questa tecnica è stata utilizzata per quantificare i minimi spostamenti verticali del terreno al fine di monitorare i movimenti dei fluidi interni al giacimento durante l’estrazione petrolifera o l’iniezione di acqua. Tale metodologia si è rivelata uno strumento efficace per ottimizzare il processo di produzione di idrocarburi nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente.
PSInSAR è stata applicata per l'individuazione
di smottamenti, movimento tettonico e subsidenza
del terreno. Questi dati sono stati forniti a tutti
i governi regionali
per aggiornarne le mappe
del rischio e gli schemi urbanistici.
È autore di lavori sulla formazione del legame singolo fra due atomi di carbonio, con riferimento alle molecole nelle quali tale legame è assente, quali l’ossido di carbonio, il metanolo e l’etere di metilico. Un approccio che contribuisce ad affrontare la sfida di sintetizzare idrocarburi, prodotti ossigenati e combustibili utilizzando le risorse tradizionali quali il gas naturale, il carbone e le biomasse. Inoltre la sua ricerca ha risolto controversie persistenti e ha portato ad architetture catalitiche in grado di sostituire liquidi tossici e corrosivi.
Con l’utilizzo delle risorse naturali usate come combustibile, si riducono l’inquinamento e i rischi per la salute della popolazione.
La ricerca ha fornito una nuova classe di celle solari fotovoltaiche ultrasottili mediante un nuovo approccio nel quale la progettazione e la realizzazione delle celle viene integrata con nanostrutture. Questo risultato permette di ridurre significativamente il costo dei materiali impiegati ed offre rinnovate prospettive allo sviluppo delle tecnologie di cattura dell’energia solare. Hanno realizzato celle fotovoltaiche ultra-sottili in silicio su vetro, celle solari GaAs a pellicola sottile tra le più efficienti al mondo.
Questa ricerca consente di ottimizzare al massimo la produzione di energia solare riducendo i costi, contribuendo così a diffondere l’utilizzo di fonti rinnovabili fino ad oggi poco accessibili a livello economico.
Ha rinnovato l’impiego di una tecnica di analisi isotopica nelle operazioni di purificazione dell’acqua da idrocarburi, solventi e additivi di combustibili, presenti in siti urbani e rurali. Essa evidenzia se la riduzione del contaminante non sia dovuta ad altri processi quali la diluizione o la dispersione, offrendo la prova che la biodegradazione in atto stia oggettivamente distruggendo il contaminante. Ha aperto la strada a tecniche innovative per l'applicazione della geochimica degli isotopi stabili alle ricerche e alla protezione delle risorse di falda e dell'ambiente.
L'applicazione della geochimica degli isotopi stabili alle ricerche e alla protezione delle risorse di falda e dell'ambiente contribuiscono a ripulire sempre di più l’ambiente e le risorse idriche del paese.
La ricerca si occupa della la bonifica degli acquiferi, attraverso l’uso di particelle di ferro di dimensione nano e micrometrica in grado di degradare l’inquinante in sostanze compatibili con l’ambiente, ad una velocità enormemente superiore rispetto alle tecnologie tradizionali, riducendo i tempi per il risanamento dai decenni ad alcuni mesi. Inoltre, introdotte nell’acquifero mediante iniezione attraverso sonde di dimensioni ridotte, le particelle permettono di effettuare il trattamento senza interrompere l’uso degli edifici e delle infrastrutture sovrastanti l’area contaminata.
È proprio il ferro la soluzione all’inquinamento degli acquiferi. Grazie a questa ricerca si possono ridurre sia l’inquinamento sia i tempi per il risanamento.
Ha sviluppato un metodo per la preparazione di membrane elettrolitiche per batterie al litio, in grado di fornire energia elettrica senza contaminare l’ambiente. È coinvolto in svariati progetti incentrati sulla sintesi e caratterizzazione delle membrane polimeriche elettrolitiche per lo stoccaggio energetico ed i congegni di produzione. Sta considerando l'impiego dei materiali polimerici per un'ampia gamma di sistemi d'efficienza energetica quali le celle solari a pigmenti sintetici condensatori flessibili, attuatori e la possibile applicazione nel campo della superconduttività.
La ricerca va avanti anche sul fronte delle batterie al litio, sempre con l’obiettivo primario del rispetto dell’ambiente riducendo il più possibile la contaminazione.
Rocca e Ferretti hanno creato una metodologia innovativa per la misurazione di movimenti millimetrici del suolo utilizzando radar satellitari. Inizialmente applicata ai moti tettonici e alle frane, questa tecnica è stata utilizzata per quantificare i minimi spostamenti verticali del terreno al fine di monitorare i movimenti dei fluidi interni al giacimento durante l’estrazione petrolifera o l’iniezione di acqua. Tale metodologia si è rivelata uno strumento efficace per ottimizzare il processo di produzione di idrocarburi nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente.
PSInSAR è stata applicata per l'individuazione
di smottamenti, movimento tettonico e subsidenza
del terreno. Questi dati sono stati forniti a tutti
i governi regionali
per aggiornarne le mappe
del rischio e gli schemi urbanistici.
È autore di lavori sulla formazione del legame singolo fra due atomi di carbonio, con riferimento alle molecole nelle quali tale legame è assente, quali l’ossido di carbonio, il metanolo e l’etere di metilico. Un approccio che contribuisce ad affrontare la sfida di sintetizzare idrocarburi, prodotti ossigenati e combustibili utilizzando le risorse tradizionali quali il gas naturale, il carbone e le biomasse. Inoltre la sua ricerca ha risolto controversie persistenti e ha portato ad architetture catalitiche in grado di sostituire liquidi tossici e corrosivi.
Con l’utilizzo delle risorse naturali usate come combustibile, si riducono l’inquinamento e i rischi per la salute della popolazione.
La ricerca ha fornito una nuova classe di celle solari fotovoltaiche ultrasottili mediante un nuovo approccio nel quale la progettazione e la realizzazione delle celle viene integrata con nanostrutture. Questo risultato permette di ridurre significativamente il costo dei materiali impiegati ed offre rinnovate prospettive allo sviluppo delle tecnologie di cattura dell’energia solare. Hanno realizzato celle fotovoltaiche ultra-sottili in silicio su vetro, celle solari GaAs a pellicola sottile tra le più efficienti al mondo.
Questa ricerca consente di ottimizzare al massimo la produzione di energia solare riducendo i costi, contribuendo così a diffondere l’utilizzo di fonti rinnovabili fino ad oggi poco accessibili a livello economico.
Ha rinnovato l’impiego di una tecnica di analisi isotopica nelle operazioni di purificazione dell’acqua da idrocarburi, solventi e additivi di combustibili, presenti in siti urbani e rurali. Essa evidenzia se la riduzione del contaminante non sia dovuta ad altri processi quali la diluizione o la dispersione, offrendo la prova che la biodegradazione in atto stia oggettivamente distruggendo il contaminante. Ha aperto la strada a tecniche innovative per l'applicazione della geochimica degli isotopi stabili alle ricerche e alla protezione delle risorse di falda e dell'ambiente.
L'applicazione della geochimica degli isotopi stabili alle ricerche e alla protezione delle risorse di falda e dell'ambiente contribuiscono a ripulire sempre di più l’ambiente e le risorse idriche del paese.
La ricerca si occupa della la bonifica degli acquiferi, attraverso l’uso di particelle di ferro di dimensione nano e micrometrica in grado di degradare l’inquinante in sostanze compatibili con l’ambiente, ad una velocità enormemente superiore rispetto alle tecnologie tradizionali, riducendo i tempi per il risanamento dai decenni ad alcuni mesi. Inoltre, introdotte nell’acquifero mediante iniezione attraverso sonde di dimensioni ridotte, le particelle permettono di effettuare il trattamento senza interrompere l’uso degli edifici e delle infrastrutture sovrastanti l’area contaminata.
È proprio il ferro la soluzione all’inquinamento degli acquiferi. Grazie a questa ricerca si possono ridurre sia l’inquinamento sia i tempi per il risanamento.
Ha sviluppato un metodo per la preparazione di membrane elettrolitiche per batterie al litio, in grado di fornire energia elettrica senza contaminare l’ambiente. È coinvolto in svariati progetti incentrati sulla sintesi e caratterizzazione delle membrane polimeriche elettrolitiche per lo stoccaggio energetico ed i congegni di produzione. Sta considerando l'impiego dei materiali polimerici per un'ampia gamma di sistemi d'efficienza energetica quali le celle solari a pigmenti sintetici condensatori flessibili, attuatori e la possibile applicazione nel campo della superconduttività.
La ricerca va avanti anche sul fronte delle batterie al litio, sempre con l’obiettivo primario del rispetto dell’ambiente riducendo il più possibile la contaminazione.
Frontalini con la sua Tesi di Dottorato di Ricerca ha studiato una specie di protozoi marini (benthic foraminifera), estremamente esigenti dal punto di vista ambientale: scelgono il loro habitat, modificano il loro guscio per adattarsi alle variazioni ambientali e si estinguono quando le strategie sono insufficienti per la sopravvivenza. Elementi inquinanti come i rifiuti industriali, inducono anomalie nel guscio di questi organismi, che quindi possono essere utilizzati come rapidi ed economici bioindicatori della salute dell’ambiente marino.
Grazie allo studio dei protozoi marini, la ricerca avrà un mezzo veloce e ecologico per abbassare il livello di inquinamento del mare, da sempre grande bersaglio dell’evoluzione dell’uomo.
La ricerca si concentra sull'esplorazione della selettività catalitica delle superfici metalliche di transizione a livello molecolare. La novità consiste nell'utilizzare sistemi modello, in scala di 1-10 nanometri, per esplorare le reazioni di conversione degli idrocarburi. Una scoperta ha rivelato che le dimensioni e la forma delle nanoparticelle metalliche controllano sia il tasso di reattività sia la selettività. Ha sviluppato strumenti che hanno consentito lo studio a livello molecolare dei catalizzatori durante condizioni di reazione ad alte pressioni.
Questa nuova tecnologia serve ad ottenere i carburanti che usiamo ogni giorno, a partire dal petrolio greggio estratto dai giacimenti, per produrre carburanti di maggiore resa e migliore qualità.
Le sue ricerche sono volte a modificare la struttura genica di particolari batteri allo scopo di renderli più efficienti nella trasformazione di materie prime rinnovabili in idrocarburi. È questa una tematica di grande interesse per arrivare alla produzione a costi accettabili di biocarburanti che abbiano prestazioni uguali a quelle dei tradizionali carburanti petroliferi, senza con questo distruggere beni destinati all’alimentazione, valorizzando invece i rifiuti che vengono così riciclati limitando costi e problemi di smaltimento.
Questa ricerca consentirà di ottenere carburanti attraverso il riutilizzo dei rifiuti organici provenienti dagli scarti quotidiani, senza più distruggere i prodotti destinati alla nostra alimentazione.
I suoi studi consentono di produrre batterie sempre più sicure, a basso costo e a ridotto impatto ambientale. La disponibilità di batterie ad alte prestazioni e costo contenuto rappresenta un fattore determinante per una larga diffusione dei veicoli elettrici nel sistema della mobilità, con ovvii benefici di carattere ambientale. Il professore prosegue le sue ricerche sulle batterie Li-ion, sviluppando nuovi elettrodi, negativi e positivi, elettrodi organici per batterie agli ioni di litio più sostenibili e processi di sintesi eco-efficienti dei materiali catodici.
Con la sua ricerca si otterranno batterie economiche e sicure con un bassissimo impatto ambientale mantenendo comunque alte prestazioni capaci di diffondere sempre di più la presenza di veicoli elettrici nelle nostre città.
Ha svolto importanti ricerche riguardanti lo sviluppo e le applicazioni della modellistica sismica 4D). Tale tecnologia si è rivelata di grande efficacia nell’identificazione dei siti ottimali di perforazione e nella caratterizzazione delle modifiche cui sono soggetti nel tempo i giacimenti di petrolio e gas. L’applicazione della tecnologia sviluppata dal professor Landrø consente di incrementare significativamente il fattore di recupero degli idrocarburi, come attesta il determinante contributo di numerosi progetti condotti in aree produttive del Mare del Nord.
Questa analisi sismica consente di gestire in modo preciso lo sviluppo dello sfruttamento dei giacimenti, offrendo la possibilità di aumentare significativamente la quantità di idrocarburi estratti, aumentando di conseguenza le riserve di carburante nel mondo.
Ha sviluppato una ricerca sulla interpretazione e modellazione del processo di hydrocracking degli idrocarburi ottenibili dalla sintesi di Fischer-Tropsch, una via interessante per la produzione di carburanti e lubrificanti di alta qualità a partire da gas di sintesi. Per questo motivo la Commissione Scientifica ha conferito a Simone Gamba il Premio "Debutto nella Ricerca". Collabora al programma Gas acidi: metodi di purificazione e caratterizzazione termodinamica.
La tecnologia serve ad ottenere i carburanti per le nostre necessità quotidiane, attraverso la raffinazione del petrolio greggio di bassa qualità estratto dai giacimenti, permettendo di ottenere egualmente carburante di buon livello.
Le ricerche si focalizzano sulla comprensione e sul controllo del processo grazie al quale la natura plasma la materia, al fine di progettare materiali ibridi innovativi, di natura organica-inorganica, elettronica e magnetica. La sua ricerca riunisce i campi della chimica inorganica, della chimica dei materiali, della biochimica e della biologia molecolare, nonché dell'ingegneria elettrica. Ha svolto una ricerca nella comprensione dei principi secondo i quali si sono sviluppati i sistemi naturali in grado riconvertire e utilizzare l’energia.
Questi studi sulla natura consentono applicazioni in molteplici campi quali le celle solari, le batterie, la diagnosi medica e le singole interazioni molecolari relative alle patologie.
La ricerca riguarda i nanomateriali strutturati e i filtri molecolari utilizzati come catalizzatori, nonché le problematiche relative alla sintesi, alla caratterizzazione e alla reattività nella catalisi acido-base e delle reazioni di ossido-riduzione. Ha fatto scoperte nella sintesi di nuovi catalizzatori per migliorare i processi di raffinazione delle frazioni petrolifere più pesanti. L’applicazione dei nuovi processi potrà aumentare la resa e la qualità dei carburanti, in particolare diesel, mantenendo elevati livelli di conversione delle cariche.
Questa nuova tecnologia sarà destinata all’ottimizzazione dei carburanti così da aumentarne la resa e migliorarne la resa, in particolar modo del diesel.
La ricerca riguarda l'investigazione teorica e di laboratorio nel campo della chimica dei composti di coordinazione, della chimica di superficie e della fotochimica degli oligoelementi nelle acque naturali, nonché le interazioni chimiche tra microrganismi nei sistemi acquiferi. Ha scoperto una nuova classe di enzimi che ha un ruolo fondamentale nel trasporto e nella fissazione del CO2. Il risultato è rilevante per la comprensione dei meccanismi biochimici che presiedono all’assorbimento del CO2 negli oceani, uno dei processi chiave per il riciclo globale del carbonio.
Con gli studi sulla fissazione del CO2, si comprende ogni giorno di più il mistero del riciclo globale del carbonio da cui dipende la nostra vita sulla terra.
I principali interessi di ricerca del Professor Fagiano riguardano la generazione di energia eolica di alta quota tramite profili alari controllati, nonché problematiche teoriche di controllo robusto non lineare con vincoli, l’impiego di approcci Set Membership per il controllo e infine lo studio di sistemi di controllo in campo autoveicolistico. Il Professore ha svolto inoltre una tesi che rappresenta un contributo importante ed originale che include analisi teoriche, progettazione di sistemi, simulazioni e analisi economiche.
Grazie agli studi di questi giovani ricercatori, sempre più sono i vantaggi ottenuti dal vento nel campo della generazione di energia. Le fonti alternative hanno il vantaggio di essere infinite e ancor di più pulite.
Ha diretto una delle prime ricerche ad aver esplorato lo studio tridimensionale dei materiali presenti in natura mediante un duplice approccio: sofisticate misurazioni strutturali che sfruttano le attuali tecniche tomografiche e microscopiche, unite ad avanzate analisi di immagini e a strumenti di modellazione numerica. Da qui nasce la ricerca pionieristica basata su immagini ad alta risoluzione e a tre dimensioni della struttura delle rocce. È possibile prevedere le proprietà dei giacimenti e aumentare le probabilità di nuove scoperte.
Lo studio sulla modellazione darà la possibilità di intensificare le scoperte di nuovi giacimenti aumentando la disponibilità di carburante nel mondo.
Ha condotto una ricerca su dispositivi ad elevata efficienza energetica con particolare possibilità applicative nei sistemi a emissione luminosa a bassa dispersione di energia basati su componenti elettroluminescenti originali. In passato ha presentato una tesi riguardante la sintesi, la caratterizzazione fotofisica e teorica di nuovi complessi metallici basati su renio ed iridio, e la loro applicazione in dispositivi ad emissione di luce. Ancora prima una tesi riguardante la sintesi di catalizzatori a base di idruri di palladio per reazioni di idrogenazione.
Grazie allo studio del Dott. Mauro il futuro sarà ancora più luminoso. Nuovi materiali contribuiranno all’ottimizzazione nell’emissione della luce.
La ricerca riguarda la realizzazione di sistemi analitici avanzati per la determinazione dei componenti di miscele chimiche complesse (quale il petrolio, ma anche il sangue), riuscendo ad individuare fino a ben 50.000 componenti. Questo è possibile con l'utilizzo della spettroscopia di massa ad altissima risoluzione (FT-ICR), messa a punto da Marshall. È inoltre titolare di numerosi brevetti basati sulle sue ricerche e ha ricevuto riconoscimenti da università e istituti come l’American Institute of Chemists e l’American Chemical Society.
Grazie alle ricerche in questo campo, sarà possibile ottimizzare l’esplorazione, lo sviluppo, la raffinazione dei carburanti con il conseguente beneficio a livello di riserve mondiali.
La sua ricerca costituisce un significativo contributo per la caratterizzazione della formazione degli ossidi di azoto e quindi per la progettazione di dispositivi di combustione non inquinanti ed efficienti. La sua tesi di dottorato è stata incentrata, in particolar modo, sugli effetti di tali aspetti nel fenomeno degli incendi. Il suo lavoro nel campo della combustione, con particolare enfasi sull’aspetto delle emissioni, risulta di cruciale interesse, considerando soprattutto l’attuale urgenza di una drastica riduzione degli agenti inquinanti.
Questa ricerca mira alla riduzione drastica degli agenti inquinanti presenti nell’aria come conseguenza della combustione. Forse un giorno diremo addio all’inquinamento.
La ricerca riguarda la messa a punto di nuovi materiali per l'assorbimento selettivo di molecole organiche componenti di miscele complesse (gas, liquidi, molecole biologicamente attive). È riuscito a sviluppare strutture in grado di assorbire e immagazzinare, a temperatura ambiente, gas quali monossido e biossido di carbonio, metano, solfuro di idrogeno, ossidi di azoto e di zolfo con risultati straordinari. I suoi lavori individuano una strada realistica ed efficiente per la cattura di gas inquinanti e pericolosi e lo stoccaggio di fonti e vettori energetici.
Si aprono affascinanti orizzonti per la tutela dell’ambiente grazie alle ricerche sull’assorbimento di gas dannosi sia per il pianeta, sia per chi lo abita.
La ricerca della Dott.ssa De Rogatis si prefigge l'obiettivo di individuare una nuova classe
di catalizzatori per la produzione di idrogeno da varie fonti: metano, metanolo, etanolo.
Il lavoro è completato da uno studio sull'idrogenazione catalitica della CO2.
In vista di uno sviluppo energetico sostenibile, l’idrogeno potrà diventare molto importante in quanto è considerato
uno dei vettori chiave in termini di contenuto energetico, quale combustibile per celle nel settore
dei trasporti e quale intermedio nella conversione delle fonti rinnovabili.
Forse potrebbe essere proprio questa ricerca a aprire la strada ad una nuova era di combustibili. L’idrogeno già è tra noi, e forse ci porterà nel futuro.
Nella sua ricerca il Prof. Green si è concentrato sull'identificazione dei fattori che limitano concettualmente l'efficienza delle celle solari e ad oggi può vantare il record di efficienza delle celle al silicio, pari al 25%. Il suo lavoro innovativo sulle celle di terza generazione ha l'obiettivo di aumentare sempre più le prestazioni delle celle solari riducendone i costi di fabbricazione e contribuendo ad affrontare le sfide poste dalla crescente domanda di energia pulita tramite l'utilizzo su grande scala dell'energia solare.
L’obiettivo degli studi sull’energia solare è quello di rendere sempre più sano il nostro pianeta senza rinunciare all’evoluzione della specie.
Ha collaborato con soggetti privati operanti nel settore dell’estrazione petrolifera, sia come consulente, sia attraverso società di ricerca e di consulenza da lui fondate. Ha iniziato un progetto pionieristico incentrato sull’uso della modellizzazione nella fratturazione idraulica dei bacini. Ha concentrato i suoi sforzi sull’investigazione dei processi complessi nel recupero termico in situ nelle sabbie bituminose. La sua ricerca attuale verte sugli aspetti geomeccanici e di frattura dei bacini petroliferi e sulla produzione tramite simulazioni integrate.
Grazie alle ricerche in questo campo, sarà possibile ottimizzare l’esplorazione, lo sviluppo, la raffinazione dei carburanti con il conseguente beneficio a livello di riserve mondiali.
Ha sviluppato fondamentali ricerche per migliorare l'uso dell'energia solare nei processi fotovoltaici utilizzando la proprietà peculiare che hanno le nanostrutture
con punti quantici di controllare il rilassamento dei trasportatori fotogenerati.
La ricerca si basa sull'esaltazione delle fotocorrenti attraverso la moltiplicazione
delle coppie elettroni-cavità. I risultati ottenuti aprono la porta
al potenziale sfruttamento dei processi di generazione di eccitazioni multiple
per ottenere una significativa esaltazione dell'efficienza delle celle solari.
Le ricerche del professore porteranno ad un miglioramento e ad una ottimizzazione dell’efficienza delle celle utilizzate nella produzione di energia solare.
Questa ricerca costituisce un passo fondamentale nel campo della genomica sintetica
poiché prelude alla nascita di organismi riprogettati con nuove funzioni cellulari.
Include il meccanismo per attivare in una cellula un cromosoma sintetico.
I risultati ottenuti presentano illimitate applicazioni, che possono portare a nuovi
processi in grado di sequestrare l’anidride carbonica e di rigenerare ambienti inquinati.
La ricerca apre inoltre la strada alla progettazione di nuovi cammini metabolici
per produrre biocarburanti innovativi da materiale organico naturale.
Oltre alle applicazioni in campo ambientale che mirano alla rigenerazione dell’ambiente, le applicazioni più attese sono nell’ambito della medicina preventiva per prevedere la propensione genetica a contrarre alcune malattie e sviluppare cure più efficaci.
La ricerca verte sulla fotocatalisi concentrando la attenzione sui catalizzatori perovskitici
di sostanze inquinanti nella combustione degli scarichi gassosi e sullo sviluppo
di nuovi catalizzatori e di fotoreattori da laboratorio per la produzione di H2
sia dalla scissione fotocatalitica dell'acqua sia dal processo di photoreforming degli alcoli.
Gli studi si concentrano sulla riduzione fotocatalitica degli inquinanti sia organici
che inorganici di aria e acqua e sulla descrizione della catalisi In Situ
utilizzando le radiazioni della luce del sincrotrone.
L’obiettivo di questa ricerca consiste nel ridurre al massimo i fattori inquinanti presenti in acqua e aria e rendere l’ambiente più puro.
Nel dicembre del 2007 ha discusso la sua tesi portando a termine con successo il suo Dottorato in Scienza dei Materiali. Applicando una metodologia originale vengono esaminati ed approfonditi i dettagli e le prospettive di controllo della difficile chimica coinvolta nella deposizione di materiale silicico amorfo e nano cristallino. È riuscita a evidenziare alcuni dei meccanismi in scala atomica che svolgono un ruolo primario nell'accrescimento della pellicola. I risultati potranno essere utili nella progettazione multiscala delle celle solari.
La ricerca della dott.ssa Cereda ci porta un passo avanti verso il futuro delle energie pulite come quella solare.
La sua attività ha apportato un contributo allo sviluppo di strutture fotovoltaiche avanzate, attraverso l’applicazione di nuovi concetti. È stato ottenuto un materiale a base di silicio di alta qualità, controllandone le caratteristiche elettriche per ridurre la ricombinazione dei trasportatori di carica e per aumentare, migliorandone la qualità ottica, la cattura dei fotoni ad elevata lunghezza d’onda. Inoltre è stata progettata ed applicata una tecnologia di metallizzazione che risultasse compatibile con la preparazione di film sottili e wafer fragili.
Questa analisi consente di migliorare la resa dell’energia solare aumentando la qualità e la quantità di energia prodotta.
Eni Award 2012, al Quirinale la cerimonia di premiazione
Nel Salone delle Feste del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente di Eni Giuseppe Recchi e dell'Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2012.
I ricercatori Eni sono attivi in campo internazionale in laboratori di eccellenza e partecipano a progetti a elevato grado di innovatività e potenzialità applicative. Per accrescere ulteriormente le loro conoscenze e competenze tecnico-scientifiche, Eni ha sviluppato un vasto network scientifico finalizzato allo sviluppo di progetti R&S su tecnologie breakthrough di lungo termine. È stata adottata una politica per l'accreditamento e la qualità come valore distintivo, che prevede il conseguimento di specifiche certificazioni secondo norme internazionali.