Il cane a sei zampe



La mostra del cane a sei zampe a Cortina

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Dopo il successo riscosso in molte città d’Italia – con una prestigiosa parentesi presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles – la mostra “Il cane a sei zampe. Un simbolo tra memoria e futuro” arriva a Cortina, per un appuntamento di grande importanza dedicato alla presenza di Eni in questo territorio. Tra le montagne della vicina Borca di Cadore, infatti, nel 1956, Enrico Mattei diede vita ad un grande villaggio vacanze per i dipendenti Eni, progettato e costruito dell’architetto Edoardo Gellner.

 




  • VOCE 1La mostra
  • VOCE 4Corte di Cadore
  • VOCE 2Galleria Fotografica

Il rapporto tra Gellner e Mattei risale in realtà a due anni prima, quando l’architetto realizza e consegna in tempi record il Motel Agip di Cortina in occasione dell’apertura dei Giochi olimpici invernali. Grazie ad una serie di incontri privati tra i due, nasce il progetto del villaggio vacanze. Il progetto, più volte modificato e ampliato nel corso del tempo, prevedeva un insediamento imponente con 600 piccole case unifamiliari, una colonia per 600 bambini, un campeggio con tende fisse, una chiesa, due alberghi e un grande centro comunitario, tutto a disposizione dei lavoratori dell’Eni. E’ in questa fase che vengono impresse indicazioni urbanistiche importanti, che conferiscono al villaggio il suo carattere inconfondibile: alla domanda di Gellner se desiderasse un villaggio con un forte impatto pubblicitario dal punto di vista architettonico con una visibilità immediata dalla strada oppure una struttura immersa nel verde dai toni sommessi, Mattei decise di optare per la seconda proposta. In questo senso, il villaggio, che si chiamerà “Corte di Cadore”, può essere definito uno dei primi esperimenti di architettura ecosostenibile del nostro Paese. Un’altra innovazione che scaturisce dall’incontro tra i due è l’assegnazione degli alloggi che sarebbe dovuta avvenire sulla base di un solo criterio, quello della composizione del nucleo familiare. L’operaio con una grande famiglia avrebbe avuto diritto alla casa più grande. Un concetto moderno di welfare aziendale che si ritrova in quegli anni un po’ ovunque nel mondo Eni: nelle mense, nei campi di ricerca, sulle piattaforme. La storia di Borca di Cadore verrà raccontata attraverso immagini storiche, planimetrie e disegni tecnici originali firmati da Gellner provenienti dall’archivio storico di Eni. Per l’occasione sono stati realizzati tre documentari che illustrano le fasi della costruzione a partire dai progetti preliminari, la nascita del villaggio e la sua inaugurazione attraverso i cinegiornali storici, e le prime fasi di popolamento della struttura testimoniate da alcune sequenze del film “Un villaggio per le vacanze” di Giuseppe Taffarel commissionato da Mattei, accompagnato da un’intervista inedita al regista.

Il corpo centrale della mostra, allestita presso Ciasa de ra Regoles, si snoda in tre sezioni cronologiche che ripercorrono i restyling del marchio (1972, 1998, 2009). Tutto il racconto è accompagnato da una raccolta di vignette satiriche, anche queste in grado di svelare quanto profondo sia stato il portato sociale ed economico di Eni e la sua percezione da parte dell’opinione pubblica. Uno spazio particolare è riservato alla storia del simbolo aziendale – un po’ cane e un po’ drago – fortemente voluto dal suo fondatore. Significativa in tal senso è l’esposizione dell’’ufficio personale di Enrico Mattei (con tanto di scrivania), luogo dove molto probabilmente il cane a sei zampe è stato scelto come emblema in grado di rappresentare l’idea di crescita, di miglioramento, della voglia di ripartire e di guardare al futuro con un solido legame alle proprie radici. Il cuore della mostra è infine costituito da un’infinità di oggetti e memorabilia firmati “cane a sei zampe”, dai gadget pensati per gli automobilisti a quelli più insoliti o di uso quotidiano ripescati dalle cantine dei dipendenti o provenienti da collezionisti privati di varie parti d’Italia. Una mostra, questa presentata da Eni, che non mancherà di far riaffiorare piacevoli ricordi in chi ha vissuto quegli anni ruggenti e in chi ha conservato intatto il ricordo e l’affetto nei confronti di un simbolo divenuto una vera e propria bandiera, un segno di riconoscimento, un modo di essere.

Cortina d’Ampezzo – Ciasa de ra Regoles
10 dicembre 2011 – 11 marzo 2012
Tutti i giorni, incluso sabato e domenica, 10 – 12.30; 15.30 – 19.30

Corte di Cadore: un esempio di innovazione e di sostenibilità ambientale

cortinaLa ricerca del luogo adatto alla costruzione del villaggio per i dipendenti eni da parte di Edoardo Gellner ha inizio nel 1954. La scelta del comune di Borca di Cadore, collocata sul versante alpino che degrada dal monte Pelmo suscitò da subito grande stupore: durante la prima guerra mondiale la zona era stata deforestata e un’erosione naturale aveva liberato le pietre presenti sotto lo strato di terra, che il calore del sol aveva reso rifugi ideali per le vipere. L’idea di scegliere un’area così difficile rispondeva tuttavia all’idea di riqualificazione di Gellner, quasi visionaria per l’epoca. Oltre all’orientamento ideale verso sud, il terreno scelto era facilmente raggiungibile grazie alla vicina linea ferroviaria per Dobbiaco, a soli 12 chilometri da Cortina d’Ampezzo. Il progetto, più volte modificato e ampliato nel corso del tempo, prevedeva un insediamento imponente con 600 piccole case unifamiliari, una colonia per 600 bambini, un campeggio con tende fisse, una chiesa, due alberghi e un grande centro comunitario, tutto a disposizione dei lavoratori dell’Eni.

La preoccupazione iniziale di Gellner è quella di distribuire razionalmente sul terreno le unità abitative. Decide dunque di ripartire il villaggio in quattro zone residenziali divise da ampie fasce di verde e disposte in maniera tale da poter essere percepite solo da diverse angolazioni, diminuendo notevolmente l’impatto visivo della struttura. Secondo criteri moderni di architettura ecosostenibile anche le villette vengono concepite sviluppando esclusivamente linee orizzontali e un’altezza minima: solo le costruzioni più importanti, come la chiesa e il padiglione d’accoglienza della colonia, dovevano emergere dal verde grazie al loro volume e a un tetto a due falde fortemente spioventi. L’unità architettonica dell’intero villaggio era d’altronde garantita non solo dalla coerenza delle forme, ma dall’utilizzo degli stessi materiali: muratura in pietra a vista e rivestimenti in legno per richiamare visivamente l’ambiente circostante e calcestruzzo grezzo trattato per creare un’analogia con le rocce del vicino Antelao. Di grande importanza anche l’uso del colore: Gellner predilige il giallo, il rosso e il blu per richiamare, specie nella parte della colonia, i concetti di svago e tempo libero.

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Anche le attrezzature tecniche di cui dispone Corte di Cadore sino all’avanguardia: dagli edifici, collegati ad una centrale termica appositamente realizzata, all’intera rete elettrica e ai cavi telefonici interrati su espresso desiderio di Mattei per non interferire sul paesaggio naturale. Il rifornimento d’acqua è assicurato dalle sorgenti del monte Pelmo attraverso un complesso sistema idrico.

La vacanza in questo lussuoso insediamento è totalmente gratuita, compreso il prestito delle lenzuola.   Fatta eccezione per il consumo di energia elettrica e riscaldamento le spese di viaggio sono coperte fino all’80%.

La morte di Mattei nel 1962 conduce alla cessazione dell’attività edilizia: il villaggio è però perfettamente funzionante, con una capienza di circa 2500 persone a turno, e con l’aspetto di un’opera compiuta, di grande importanza nella storia dell’architettura italiana.

Progettare la modernità. Il rapporto tra Edoardo Gellner ed Enrico Mattei.
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  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Visita ufficiale di Enrico Mattei al cantiere del villaggio eni per le vacanze. Il complesso architettonico, situato alle pendici del monte Antelao, a 1100 mt di altitudine, è stato progettato dall’architetto Edoardo Gellner, su incarico di Enrico Mattei. Edoardo Gellner e Enrico Mattei sul piazzale arrivi.
    Borca di Cardore, Belluno.
    23 agosto 1955.
    Studio di architettura Mario Merlo, Cortina d’Ampezzo, Belluno
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Enrico Mattei visita alcuni edifici del villaggio vacanze eni in costruzione.
    Alla sua sinistra Giorgio Bo.
    Borca di Cadore, Belluno.
    Metà anni ‘50
    Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Inaugurazione del villaggio eni. Da sinistra Fernando Tambroni, Enrico Mattei, Giuseppe Togni,
    Edoardo Gellner. 18 agosto 1958
    Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Inaugurazione del villaggio eni. Da sinistra Fernando Tambroni, Giuseppe Togni, Edoardo Gellner. Sullo sfondo la rampa di collegamento tra i dormitori e l’edificio satellite.
    18 agosto 1958
    Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Enrico Mattei ed Edoardo Gellner in occasione dell’inaugurazione del villaggio eni.
    Il centro è stato realizzato per offrire ai dipendenti eni e le loro famiglie un periodo di vacanza, che spettava a tutti, a titolo gratuito.
    Borca di Cadore, Belluno.
    18 agosto 1958 Studio di architettura Mario Merlo, Cortina d’Ampezzo, Belluno
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    L’emporio del villaggio eni. Inaugurazione del complessio residenziale.
    Borca di Cadore, Belluno.
    18 agosto 1958
    Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Panorama del villaggio vacanze eni, progetto dell’architetto Edoardo Gellner. 1960ca Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Interno dell’albergo. Villaggio eni per le vacanze. 1960ca Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    L'albergo del villaggio eni per le vacanze. 1960ca Borca di Cadore, Belluno Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Interno di una villetta del villaggio eni. Anni ‘50 Borca di Cadore, Belluno Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Il discorso di Enrico Mattei in occasione dell’inaugurazione della Chiesa Nostra Signora del Cadore. 1961 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Inaugurazione della Chiesa Nostra Signora del Cadore. Sono presenti Enrico Mattei, Antonio Segni ed Emilio Colombo 1961 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Il Presidente della Repubblica Antonio Segni visita una capanna del campeggio eni. 1961 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Il presidente della Tunisia, S.E. Hibib Bourghiba, visita con Enrico Mattei la colonia eni. 1960 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    I bambini della colonia eni. Sullo sfondo il panorama del villaggio ai piedi dell’Antelao. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Interno del padiglione di accettazione del villaggio eni per le vacanze. Il villaggio prenderà il nome di Corte di Cadore (Borca di Cadore - Cortemaggiore). 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    L’alzabandiera della colonia eni 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    I bambini della colonia eni. Sullo sfondo la rampa di collegamento tra i dormitori e l’edificio satellite. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    I bambini della colonia eni. Sullo sfondo la Chiesa Nostra Signora del Cadore 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Un gruppo di dipendenti eni e le loro famiglie sul sagrato della chiesa Nostra Signora del Cadore. 1964 Borca di Cadore, Belluno foto Ottria Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Veduta parziale dell'edificio satellite del villaggio eni. Esterno del negozio alimentari 1960 Borca di Cadore, Belluno Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    I bambini del campeggio eni durante le attività di riordino delle loro capanne. Il campeggio viene inaugurato nel 1959. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    I bambini del campeggio eni durante le attività ludiche. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Il raduno della colonia eni al mattino per l’alzabandiera. 1967 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    La terrazza dell'edificio satellite. Villaggio eni per le vacanze. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Particolare di una villetta del villaggio eni 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Particolare di una villetta del villaggio eni 1960ca Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Momenti di vita al camping. Villaggio eni per le vacanze 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Enrico Mattei ed i bambini della colonia eni. Fine anni ‘50 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
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    Una piccola sciatrice del villaggio eni. 1960ca. Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
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    La nuova pista di pattinaggio del villaggio eni. 1961 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
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    Motel Agip situato sulla strada all’ingresso di Cortina d’Ampezzo. Il motel viene costruito su progetto dell’architetto Edoardo Gellner, al quale era stato affidato dal Comune il piano regolatore di Cortina, in vista dei Giochi Olimpici. 1954 Cortina d’Ampezzo, Belluno Archivio storico eni, Roma
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    Particolare del Motel Agip 1954 Cortina d’Ampezzo, Belluno Archivio storico eni, Roma
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    L’interno di una capanna del camping.
    2011
    Borca di Cadore, Belluno
    Archivio storico eni, Roma

    Interno della Chiesa Nostra Signora del Cadore progetto di Edoardo Gellner. La Chiesa, dopo la consacrazione celebrata dal Vescovo di Belluno, monsignor Muccin, viene affidata su decisione di Mattei a un francescano, padre Simpliciano, che gli aveva concesso asilo nel 1945 dopo la fuga dalla Gestapo. 2011 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Particolare architettonico di una villetta del villaggio. 2011 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    L’interno di una capanna del camping. 2011 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    La Chiesa Nostra Signora del Cadore progetto di Edoardo Gellner in collaborazione con Carlo Scarpa. La copertura della Chiesa nel punto più alto raggiunge i 24 metri. Sull’asta metallica – alta 65 metri - il pinnacolo è decorato da sfere color oro che formano una croce tridimensionale, che ricorda la croce multipla della basilica di San Marco a Venezia. Anni ‘60 Borca di Cadore, Belluno Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Panorama del villaggio eni per i dipendenti, ideato da Edoardo Gellner e voluto da Mattei come segno tangibile della sua attenzione per i lavoratori, per il loro benessere. Anni ‘60 Aldo Ballo Archivio storico eni, Roma
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    Albergo Corte di Cadore. Interno del ristorante nel periodo natalizio. 3 gennaio 1962 Borca di Cadore, Belluno Foto Ottria Archivio storico eni, Roma
  •  La mostra Il Cane a sei zampe arriva a Cortina
    Distributore Agip. Anni ‘50 Cortina d’Ampezzo, Belluno. Publcolor Archivio storico eni, Roma

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